Previsione di psicosi negli adolescenti e nei giovani adulti ad alto rischio
La prevenzione è attualmente considerata come la più promettente strategia per attenuare, ritardare o addirittura evitare la psicosi.
I criteri esistenti richiedono un miglioramento in termini di specificità e valutazione del rischio individuale per permettere interventi mirati e precoci.
L’obiettivo di uno studio è stato quello di sviluppare un modello clinico predittivo differenziale della transizione al primo episodio di psicosi.
Il priodo di follow-up totale dello studio prospettico multicentrico è stato di 18 mesi.
Allo studio hanno partecipato 245 pazienti in uno stato di psicosi prodromico putativo secondo i criteri di rischio altissimo ( UHR ) o criteri base fondati sui sintomi di disturbi cognitivi ( COGDIS ).
A 18 mesi, il tasso di incidenza per il passaggio alla psicosi è stato del 19%.
La combinazione di criteri di rischio altissimo e criteri base fondati sui sintomi di disturbi cognitivi ha prodotto la migliore sensibilità.
È stato sviluppato un modello di previsione che includeva sintomi positivi, pensieri bizzarri, disturbi del sonno, disturbo schizotipico, livello di funzione cognitiva durante l'anno precedente e anni scolastici.
Con un rapporto di verosimiglianza positivo di 19.9, un'area sotto la curva di 80.8% e un valore predittivo positivo di 83.3%, l'accuratezza diagnostica è stata eccellente.
Un indice prognostico a 4 livelli ha classificato ulteriormente il rischio generale dell’intero campione prevedendo i tassi di incidenza istantanea fino all’85% e ha permesso una stima del tempo di transizione.
In conclusione, il modello di previsione ha identificato un aumentato rischio di psicosi con adeguata accuratezza prognostica nel campione.
E’ stata proposta una valutazione a 2-step, con i criteri di rischio altissimo e di disturbi cognitivi come criteri generali per una prima valutazione del rischio, e l'indice prognostico come secondo strumento per un'ulteriore classificazione del rischio di ogni paziente. ( Xagena_2010 )
Ruhrmann S et al, Arch Gen Psychiatry 2010; 67: 241-251
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Psyche2010